Ho tutta la sua attenzione, signor Zuckerberg?
Crede di meritarsela?
(The Social Network)
Ciao, oggi ti scrivo da Rimini!
Sono a Marketers dove ho tenuto uno speech insieme all’amico Giorgio Soffiato su cosa abbiamo imparato in 20 anni di lavoro. Nel marketing, appunto. Gloria, trionfi, cadute e persino qualche schianto. È stato divertente, a parte che i marketers del futuro non conoscevano Quelli che il calcio e Indietro tutta, ma fa parte del gioco. Trent’anni fa molti e molte di loro non erano nemmeno nati. E poi l’anagrafe è un ufficio snobbato dal talento, adesso noi siamo dalla parte di quelli che devono metterci l’esperienza. Ok, siamo invecchiati, ma lo abbiamo fatto discretamente bene e senza andare in burnout, lo prendo già come un buon segno.
Le slide del nostro intervento a Marketers le trovi qui.
La settimana prossima è tempo di Storytelling Festival. Il teatro Piccinni di Bari torna a essere il palcoscenico delle storie che cambiano il modo di guardare al mondo. Il nostro è l’evento che unisce comunicazione, cultura, impresa e innovazione per riflettere sul potere trasformativo del racconto. Due giorni di talk, incontri e workshop con grandi nomi della comunicazione e della cultura italiana, pronti a esplorare tutte le sfumature dello storytelling come linguaggio capace di attraversare business, società e futuro.
Tra gli ospiti più attesi di questa edizione: Annamaria Testa, pioniera del pensiero creativo, Pablo Trincia, voce simbolo del podcast narrativo italiano, Gianluca Diegoli, esperto di marketing e digital transformation, Martina Marchiò di Medici Senza Frontiere, e Giovanna Loi di Costa Crociere, che racconterà come l’esperienza possa diventare una storia capace di emozionare e conquistare premi internazionali. Accanto a loro anche Valentina Di Michele, tra le prime UX writer italiane, Andrea Girolami di Mediaset con la sua Creator Masterclass e il creator comedy Vittorio Pettinato, uno dei nuovi volti della comicità social italiana.
Si dice che per avere successo online bisogna “essere sé stessi”. Vittorio con il suo mezzo milione di follower dimostra anche il contrario, trasformandosi negli stereotipi più assurdi della nostra società: dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, a Paolo Crepet, agli amici ossessionati con il Cammino di Santiago o il padel.
Con Vittorio Pettinato scopriremo:
Come riesce a produrre decine di video virali al mese
Cosa significa davvero essere autentici, anche quando interpretiamo qualcun altro.
Ma quest’anno lo Storytelling Festival sarà anche un luogo di testimonianza e responsabilità sociale. Qualche settimana ho intercettato un post di Pablo Trincia su Instagram: “Se volete fare davvero divulgazione su Gaza, chiamate Martina Marchiò di Medici Senza Frontiere, invitatela nelle scuole”. Mi sono ricordato che Medici Senza Frontiere aveva pagato il biglietto per venire al nostro Festival. Li ho contattati, gli ho detto che ci avrebbe fatto enormemente piacere far salire la dottoressa Marchiò sul palco, e farla dialogare con Pablo Trincia. Detto e fatto. Insieme, ci racconteranno quel mondo il 25 ottobre, sul palco di un Festival che diventa uno spazio in cui le storie non intrattengono — ma illuminano, creano spazi di riflessione, costruiscono consapevolezza, rieducano all’empatia.
Non mancheranno approfondimenti sui nuovi orizzonti tecnologici della comunicazione: Emanuele Frontoni, tra i massimi esperti europei di intelligenza artificiale, guiderà il pubblico in un viaggio tra umanità e tecnologia; Mafe De Baggis inviterà a “guardare il presente dal futuro”; Simona Ruffino rifletterà sull’etica del linguaggio come gesto cognitivo e d’amore; Valentina Vellucci trasformerà lo storytelling aziendale in uno spettacolo di stand-up comedy, per la prima volta in assoluto. Perché Storytelling Festival, con la sua vocazione, è il luogo delle prime volte. Sarà presente anche FABA, startup italiana che ha rivoluzionato lo storytelling per l’infanzia con un approccio educativo senza schermi, pensato per stimolare immaginazione e linguaggio. Ai talk si affiancheranno quattro workshop pratici dedicati a AI, social media, co-progettazione e narrative coaching, per sperimentare dal vivo nuovi linguaggi e strumenti del racconto. Non potevo fare a meno di chiedere di salire sul palco anche al giovane autore barese Elvio Carrieri, finalista al Premio Strega 2025 con Poveri a noi.
Il festival si chiuderà il 26 ottobre con Storytelling Extra, spin off gratuito organizzato in collaborazione con il Comune di Bari e Puglia Culture, nell’ambito della stagione teatrale Umano Collettivo. Protagonista sarà Vera Gheno, sociolinguista e ricercatrice all’Università di Firenze, che porterà sul palco lo spettacolo “Grammamanti. Immaginare futuri con le parole”: un viaggio tra linguistica, diritti e cultura digitale per riscoprire il potere delle parole come strumenti di inclusione e partecipazione.
Lo storytelling oggi è una leva culturale, economica e sociale. Le storie non servono solo a comunicare, ma a connettere le persone, orientare il cambiamento e immaginare il futuro.
Presente! Storie per il qui e ora
Storytelling Extra è parte del progetto PRESENTE! Storie per il qui e ora, un ciclo di appuntamenti domenicali organizzato da La Content e Puglia Culture nell’ambito della stagione teatrale 2025/26 Umano Collettivo promossa dal Comune di Bari. Si articola in cinque matinée gratuiti, da ottobre a marzo, pensati per far dialogare la scena con il nostro tempo, superando i confini della rappresentazione e creare occasioni di ascolto, confronto e cittadinanza attraverso narrazioni, talk dal vivo e momenti di teatro partecipato.
Ogni incontro affronterà un tema cruciale del presente – dalla violenza di genere al potere e al dissenso, dalle migrazioni alla memoria collettiva – dando voce a protagonisti e testimoni del nostro tempo. Tra gli appuntamenti in programma: il 23 novembre, Silvia Boccardi e Camilla Ferrario con Se domani non torno (Chora Media e Will), l’11 gennaio il mio grande amico Michele Dalai con Aldro – Storia di un orrore perbene (anche questo per la prima volta) e il 29 marzo il live talk Fuori da qui con Cecilia Sala, Simone Pieranni e la partecipazione straordinaria di Lella Costa.
Con questo nuovo capitolo, lo Storytelling Festival conferma la propria vocazione: fare cultura attraverso le storie, intrecciando linguaggi e visioni per restituire al presente ascolto, confronto e partecipazione.
A proposito di storytelling, 7 consigli per scrivere un CV che funziona!
📌 Un curriculum non dovrebbe limitarsi a elencare cosa abbiamo fatto, bensì deve raccontare chi siamo, le scelte che ci hanno portato fino a qui e la direzione che vogliamo prendere.
In un mercato segnato dal talent shortage, dalla richiesta di competenze trasversali e dalle nuove sfide professionali, distinguersi significa saper raccontare la propria storia: fare storytelling. Perché è con le storie che si creano connessioni.
Su People are people ho raccontato l’importanza dello storytelling per lavorare nell’era dell’AI.
🎯 Con una parte pratica dedicata ai 7 consigli per scrivere un CV di successo:
1️⃣ Racconta i vuoti – Se hai avuto un momento difficile, o scelto di dedicarti alla tua salute fisica e mentale, spiegalo. Lo storytelling non è menzogna: è dare senso alle azioni.
2️⃣ Abbandona le iperboli – Evita metafore forzate, avverbi e aggettivi ridondanti. La chiarezza è sempre la scelta vincente.
3️⃣ Dai spazio al futuro – Dove vuoi essere tra 5 anni? Quale archetipo vuoi rappresentare? Scriverlo stimola curiosità (e visione).
4️⃣ Usa l’AI ma non perdere la tua voce – Strumenti come ChatGPT possono aiutarti a strutturare il CV, ma la storia è tua. L’AI è un supporto, non l’autore.
👉 Gli tre quattro consigli li trovi nell’articolo completo.
Studia tutto, tranne l’AI
Uno dei post più belli che ho letto in settimana e che conferma una mia impressione del momento, è di Mizio Ratti.
Mentre stai ancora imparando a scrivere prompt come si deve, leggi guide su ChatGPT e ti iscrivi all’ennesimo corso su “Come sopravvivere all’AI”, le Big Tech stanno già rendendo tutto questo obsoleto.
È come se nel 1995 ti fossi messo a studiare il linguaggio HTML convinto che sarebbe stato il futuro, mentre nel frattempo stavano inventando WordPress. O come se avessi speso anni a perfezionare la tua tecnica di sviluppo fotografico in camera oscura mentre stava arrivando il digitale.
La verità è che l’AI corre verso la semplicità assoluta. Tra un anno, due al massimo, interagire con un’AI sarà semplice come aprire un nuovo documento di word. Per la creatività non serviranno più prompt engineering, chain of thought, few-shot learning e tutte quelle tecniche da smanettoni che oggi ti fanno sentire un hacker del futuro. Ci sarai solo tu che dici “voglio questo” e l’AI che lo fa. Punto.
Cosa significa? Che tutti avranno accesso agli stessi identici superpoteri creativi. Il tuo vicino di casa, tua madre, il cugino scemo che a Natale ti chiede ancora “come si fa a mettere la foto su Instagram”. Tutti avranno la stessa capacità di generare immagini perfette, scrivere testi corretti, comporre musiche più che dignitose.
Sarà la democratizzazione definitiva della mediocrità.
Perché quando tutti possono fare tutto, il problema non è più come farlo. Il problema diventa cosa fare. E, soprattutto, perché farlo. È qui che entra in gioco l’unica cosa che l’AI non potrà mai democratizzare: il tuo cervello. Non la sua potenza di calcolo (in quello l’AI ti ha già surclassato ), ma quella miscela di esperienze, ossessioni, traumi, gioie e stranezze che ti rende unico. La tua cultura. Il tuo gusto. La tua capacità di dire “questa cosa è geniale” oppure “è una sciocchezza colossale” con la sicurezza di chi sa riconoscere la differenza.
Continua a leggere qui
Nostalgia canaglia
La nostalgia è una leva di marketing, quando è autentica lo è ancora di più. A Bari, dove è nata La Content e dove si tiene lo Storytelling Festival, amiamo dire che Milano è la seconda città della Puglia.
La partecipazione del pubblico all’evento degli Oeasais, aka Toti e Tota, dimostra che questi eventi sono il luogo giusto in cui un brand può esprimere tutto il suo potenziale, grazie alla gamification e alla possibilità di creare spazi phygital in cui fisico e digitale si fondono.
Come Gennaro Nunziante, mentore di Toti e Tata prima e Checco Zalone poi, inventò all’epoca delle televisioni locali un modo nuovo e originale per inserire gli sponsor all’interno delle trasmissioni, sulla stessa falsariga noi abbiamo voluto omaggiare il Primitivo di Produttori Vini Manduria S.c.A. all’interno del tour. Nel marketing non si inventa nulla, a volte bisogna solo ricordare le buone lezioni del passato.
Prima di andare, alcuni annunci di lavori per chi come me lavora in ambito content creation e influencer marketing. Ah, se non stai seguendo il mio corso, peggio per te!
AirBnn cerca un Influencer Manager, contratto 12 mesi
TikTok un Influencer Operation Manager, contratto a tempo indeterminato
Air Up un junior influencer marketer, contratto a tempo indeterminato
Direi che è tutto.
Ci vediamo a Storytelling Festival, se vieni!
Levis cerca un PR e Brand Program Lead, contratto a tempo indeterminato







